Diario

Questione di numeri

Io ve lo dico: sono stufa.

Sì, dico a voi, 4 o 5 lettori (starò esagerando?) della notte, o delle 00.09, se preferite.. sono stufa marcia.

Ho fatto il mio dovere, ho parlato del virus, ho parlato dei malati, ho parlato della quarantena e persino degli scaffali saccheggiati nei supermercati, ma adesso è ora di finirla.

Tutto ciò che desidero è svegliarmi una mattina e pensare a qualcosa di bello invece di ritrovarmi davanti al solito dilemma esistenziale: leggo o non leggo le notizie? 

Quindi basta al conteggio dei morti, basta alle percentuali dei contagi, basta al numero verde e basta ai 200 metri percorribili fuori casa senza essere sanzionati. Voglio distrarmi e voglio farlo bene. E credo che dovremmo impegnarci a farlo tutti quanti. 

Lo so, molti di voi (quelli che non sono già passati all’articolo successivo, almeno) avranno alzato gli occhi al cielo ripercorrendo la propria intensa giornata e sentendosi perfettamente in pace con se stessi. È per questo motivo che ci tengo a fare questa precisazione: i giochi da quarantena non valgono. 

Non valgono le 32 torte sfornate per non farsi prendere dall’ansia.

Non valgono le 18000 flessioni giornaliere per non prendere peso nonostante le torte.

Non valgono i video online di voi che fate le torte, le mangiate e poi fate le flessioni.

Non valgono le videochiamate in cui parlate agli amici dei vostri video in cui fate le torte, le mangiate e poi fate le flessioni.

Quindi mi rivolgo a te… no, non a te che stai leggendo l’ultimo articolo complottista sul 5G, dico a quell’altro, quello là dietro che dà un’occhiata di sfuggita al quotidiano e poi si rintana nelle pagine del suo libro per evitare di essere travolto da questa valanga di brutte notizie (e se sei lombardo, saprai di doverti tenere stretto quel romanzo perché le librerie non riapriranno ancora per un po’). Dico a te che da un po’ di tempo a questa parte ti alzi la mattina e ti senti in colpa quando, dopo l’ennesima proposta di partecipare a una challenge online, ti viene voglia di ammazzare qualcuno tagliandogli la gola con la barra spaziatrice del PC.

Dico a te.

Lascia perdere i post con le foto di 10 anni fa, i video con le 7 nuove imperdibili ricette della settimana con ingredienti introvabili anche prima del contagio, il nuovo flash mob delle 17.00 sullo zerbino di casa perché il balcone è troppo mainstream, la videochiamata a 8 coi colleghi per un ape in compagnia dalla tua postazione sul wc mentre sorseggi acqua frizzante e dici che è vodka lemon.. lascia perdere. 

Non saranno queste cose a ridarti la serenità che cerchi. Piuttosto prenditi una pausa dal resto del mondo, lascia il telefono in salotto, schiaffati sotto la doccia per 15 minuti con la musica a 1000 e svuota la testa.

Magari non sarà la ricetta della felicità, ma almeno sarà un buon diversivo. E se tornando alle tue solite attività, ti sentirai ancora nervoso, fai un bel respiro e conta fino a 10.

Del resto… è solo questione di numeri, no?

Diario

Emergenza Coronavirus

Emergenza Coronavirus:

Ordinanze restrittive

Mascherine finite

Supermercati deserti

Negozi chiusi

Gente barricata in casa

Un momento, ma siamo finiti all’improvviso in un film distopico di serie Z e nessuno me l’ha detto?

Intendiamoci, non vi sto invitando a prendere sottogamba la cosa, ci sono persone a rischio che fanno bene a prestare un po’ di attenzione in più, ma non penso che mio nonno con pregressa embolia polmonare avesse intenzione di organizzare un Limone Party in coda all’Esselunga per Carnevale.

Parliamo di un virus con un tasso di mortalità che si aggira attorno al 2% e che in circa il 90-95% dei casi non porta a gravi complicazioni. Poco più di un’influenza, insomma. Avete mai visto la gente correre a saccheggiare gli scaffali dei supermercati dopo uno starnuto

Non capite che questi comportamenti sono frutto soltanto del panico generale? Se andiamo avanti così finiremo per arrecare gravi danni non soltanto all’economia e al commercio, ma anche a noi stessi e a chi ci sta attorno.

Le persone vivranno nella paura di contrarre la malattia.

L’Amuchina diventerà la nuova moneta di scambio nazionale. 

Le farfalle e le penne lisce andranno in terapia perché sono state le uniche confezioni di pasta a essere lasciate sugli scaffali in tutta Italia.

A questo punto, prendiamoci tutti una bella vacanza di una settimana per rilassarci e cercare di non diffondere ulteriormente germi e paura. Chi avrebbe il coraggio di lamentarsi all’idea di passare queste ultime giornate invernali chiuso in casa, con una bella cioccolata calda a guardare la sua serie tv preferita mentre se ne sta sul divano arrotolato nella coperta di pile come un involtino primavera?

Ok, magari facciamo come un BonRoll Aia che almeno è un prodotto Italiano.

Come? Ah, non va bene lo stesso.

Allora sapete che vi dico? Per voi niente cioccolata. Tanto probabilmente al supermercato hanno finito le scorte di Ciobar.