Diario

È soltanto una fase

“È soltanto una fase” dicevano i miei genitori quando ho iniziato a non dare ascolto a nessuno e a farmi travolgere dai primi sintomi dell’adolescenza.

“È soltanto una fase” ripetevano, quando passavo interi pomeriggi al telefono con le amiche a parlare di quale smalto per unghie fosse più indicato per l’interrogazione di inglese del giorno successivo o a scegliere con quale dei nostri tre compagni di classe avrei preferito passare due ore chiusa nel bagno delle ragazze (spoiler: nessuno. Non ci si iscrive al Liceo Linguistico, una scuola al 90% femminile, se si hanno grandi mire sui ragazzi). “È soltanto una fase” sottolineavano, quando uscivo vestita completamente di nero per affermare la mia fede nel punk e passavo le mie giornate con le cuffie conficcate nelle orecchie e lo sguardo perso nel vuoto.

Così come, anni dopo, ho sentito dire alle mie amiche quando ho trovato l’amore (o così credevo) e io, io che amo il mare probabilmente da prima che nascessi, ho iniziato a passare i miei weekend in un paesino sperduto di montagna, ho smesso di farmi i colpi di sole e ho iniziato a interessarmi di politica: “Non ti preoccupare, tesoro, è soltanto una fase”.

La stessa cosa che mi sono detta io in tempi decisamente più recenti dopo aver comprato ventidue pacchi di Oro Saiwa convinta di aver trovato la colazione della vita e averne lasciati scadere più della metà nella credenza. O come quando ho deciso di tingermi di rosa i capelli appena prima di partire per il mare e ho passato le vacanze con i capelli di un allegro color verde stinto. O ancora, quando ho pensato di dedicarmi al giardinaggio e ho svaligiato mezzo Viridea prima di scoprire di non avere il pollice verde, anzi, lo definirei più come “Il pollice della morte“. Insomma.. per fortuna è sempre stata soltanto una fase.

E adesso?

Adesso che avrei voglia di stare a sentire le ramanzine dei miei genitori per ore, adesso che mi fionderei sulla cima più alta di una montagna per poter prendere una boccata d’aria, adesso che mi farei i capelli color topo morto se solo ci fosse un parrucchiere aperto… adesso mi dite che è solo una fase? 

E va bene. Purché sia breve. Proprio come quella volta in cui ho deciso di smettere di scrivere articoli sulla situazione in cui ci troviamo. Come? Non ve ne siete neanche accorti?

Appunto.