Diario

Pronti, partenza… via! Live action mania

Ci siamo.

È giunto il momento che io affronti un argomento che mi sta particolarmente a cuore, ma che potrebbe scatenare l’ira di molti. In primis, la mia.

Parliamo di live action Disney.

Da quando Disney+, la nuova piattaforma di streaming che ha reso felici milioni di bambini e di fan decisamente cresciutelli come la sottoscritta, è arrivata tra noi, le cose per tutti i Disneyani del mondo sono diventate decisamente più facili. Ecco che finalmente possiamo avere libero accesso a tutti i contenuti che vogliamo (più o meno), compresi alcuni dei live action che sono usciti negli ultimi anni. Che bello! Oppure no?

Insomma, diciamo le cose come stanno: davvero servivano tutti questi remake? Davvero avevamo bisogno di assistere allo stravolgimento dei grandi classici che ci hanno accompagnati fin da quando eravamo piccoli e che, in tutta onestà, erano perfetti così come li abbiamo visti? Davvero laggiù a Casa Disney non avevano abbastanza fantasia per inventarsi qualcosa di nuovo? O dovrei usare un linguaggio più gggiòvane e dire che non avevano sbatti

Diamo, allora, un veloce sguardo ad alcuni remake che sono giunti fino a noi.

La Bella e la Bestia: prima di tutto, voglio sapere perché Hermione non è Hogwarts, poi ne parliamo. Battute scontate a parte, sebbene Belle non sia mai stata una delle mie preferite, non ho gradito la scelta dell’attrice, ma questo è un mio gusto personale. Per quanto riguarda il resto, invece, passi la fedeltà all’originale, cosa che ho apprezzato, ma io ancora mi sogno la notte Lumière e compagnia: non ho mai visto niente di più agghiacciante

Il Re Leone: sì, effettivamente serviva sostituire dei disegni animati con degli animali in CGI. Chiamasi remake, non live action, altrimenti la prossima volta voglio i leoni veri. Veri, capito? Così lo chiamiamo documentario e tagliamo la testa al toro. Anzi, al facocero

Aladdin: promosso Will Smith nei panni del Genio; buona la scelta dei protagonisti; inutile l’aggiunta dell’ancella Dalia; inverosimilmente giovane l’attore che interpreta Jafar; bella la colonna sonora, ma mannaggia a loro non mi devono cambiare i testi delle canzoni che altrimenti non riesco a cantarci sopra. E, ovviamente, diamo a Jasmine, una delle principesse più cazzute e toste della Disney, un’inutile canzone che trasuda femminismo da quattro soldi e #girlpower da tutti i pori riducendo il tutto al mero contentino: canta, canta, che tanto sei donna e appena posso pago meno pure te. 

Mulan: nonostante ne sia stata rimandata l’uscita a causa della situazione attuale, sappiamo quel tanto che basta per far rabbrividire qualsiasi fan del grande classico. Orrendamente mutilato di uno dei personaggi più iconici del film, Mushu, con una strega incazzata al posto di Shan Yu, il capo degli Unni, e con Li Shang, il bello della situazione, inutilmente sdoppiato, sicuramente si conquisterà un posto d’onore nella mia classifica dei film da cestinare. Perché ricordatevelo, se non infili un pizzico di #metoo in qualsiasi buco disponibile, non sei abbastanza politically correct per essere Disney.

E adesso non ci resta che aspettare di vedere che cosa ci riservi il futuro: una Sirenetta la cui etnia ha scatenato un certo scalpore, un Bambi che corre a fare compagnia a Simba nel grande paradiso dei remake inutili, una Crudelia, anzi, Cruella che arriva direttamente da La La Land.. e chi più ne ha più ne metta. Dio ce ne scampi. Anzi no, facciamo senza, che Hercules è proprio lì che ci aspetta dietro l’angolo, con i suoi muscoli e il suo sangue da semidio, pronto a sferrare l’ennesimo colpo ai nostri vecchi VHS impolverati. 

Diario

Isolamento premestruale

Oggi voglio alleggerire gli animi trattando un argomento prettamente femminile: la sindrome premestruale (che poi andatelo a dire ai rispettivi compagni, fratelli, coinquilini e parenti se riguarda davvero solo le donne).

Se non avete paura di sporcarvi le mani, allora rimboccatevi le maniche e fatevi un tuffo insieme a me nell’immenso oceano di consigli e luoghi comuni legati a questo periodo delicato che interessa buona parte del genere femminile, e vediamo come affrontarlo in un momento difficile come questo.

Tanto per cominciare, ci tengo a precisare che la sindrome premestruale è una condizione che riguarda circa il 20-50% delle donne; è giusto, però, aggiungere, che esiste anche un buon 10% circa di donne affette da disturbo disforico premestruale. Qual è la differenza? Per usare una similitudine di ispirazione Disney, possiamo dire che le donne che appartengono al primo gruppo , durante quei giorni, corrispondono a Malefica nella sua rappresentazione più iconica: pelle verdastra, risata diabolica e istinto omicida. Le altre, invece, corrispondono alla sua versione draghessa incazzosa e sputafuoco. 

E ora procediamo:

Durante il periodo premestruale è preferibile prendersi del tempo per sé stesse e dedicarsi a tecniche di rilassamento usufruendo anche di discipline come lo yoga e il pilates: le palestre sono chiuse.

Qualora non fosse possibile seguire dei corsi specifici, si può provare a creare un’atmosfera di pace e tranquillità nella propria casa e meditare per almeno trenta minuti al giorno: la quarantena e la convivenza forzata sono sicuramente un ottimo punto di partenza, soprattutto per chi ha figli.

É consigliato consumare cibi ricchi di omega 3 come salmone e pesce azzurro: andatelo a dire al giapponese dietro l’angolo. Siamo tutti in astinenza da sushi. Tutti.

Bere tisane a base di erbe e droghe emmenagoghe e antispasmodiche: prima di tutto, i negozi specializzati sono chiusi. E comunque dovrei prima passare in libreria a procurami un dizionario per sapere cosa significhi, ma.. ehi, i negozi sono chiusi. L’ho già detto, forse? 

Assumere contraccettivi ormonali: che vanno prescritti dal medico a seguito di una visita ginecologica e specifici esami del sangue. Spoiler, in alcuni casi non risolvono comunque il problema!

Procurarsi antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS): dopo una fila di due ore fuori dalla farmacia, la mascherina incollata alle narici, i guanti che ti fanno irritazione e il tizio dietro che ti pressa per andare avanti, rinunci volentieri a un Momendol per buttarti, piuttosto, su un bel bicchiere di rosso. Distendi i nervi e puoi dare la colpa all’alcool per il mal di testa (o il mal di pancia) che non ti dà tregua. Il che ci porta direttamente al punto successivo.

Evitare fumo, caffè, alcolici e cioccolato: non ci resta che piangere.

Passare qualche ora all’aria aperta per diminuire i livelli di cortisolo e, di conseguenza, lo stress: non si può uscire.

Fare attività fisica: non si può uscire.

Evitare la sedentarietà: mi prendete per il culo?!