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“Sai tenere un segreto?” Di Sophie Kinsella – Recensione

Emma Corrigan è una ragazza come tante: un lavoro da assistente marketing in una multinazionale e un simpatico boyfriend. Ma, come tutte, sogna una vita diversa e ha i suoi piccoli segreti. Finché, durante un viaggio, si trova ad affrontare un volo molto turbolento e, in preda al panico, racconta tutto di sé, ma proprio tutto, al vicino di posto, che la ascolta divertito. In fondo lui chi è, se non un perfetto sconosciuto?

Diciamocelo, già da queste poche righe che troviamo sul retro della copertina del libro possiamo intuire cosa accadrà: la protagonista e l’uomo misterioso si incontreranno, si innamoreranno e vivranno per sempre felici e contenti.

E invece no. O almeno, non proprio.

Sophie Kinsella mi ha conquistata con la serie “I love shopping” quando avevo sedici anni e, da allora, mi sono sempre considerata una delle sue più grandi fan. Amo il suo stile ironico e frizzante e non disdegno la scarsa verosimiglianza di alcuni rivolgimenti di trama, purché ci sia il giusto equilibrio tra le varie parti. Motivo per cui, quando ho deciso di dedicarmi alla lettura di “Sai tenere un segreto?” ero carica di aspettativa e di voglia di divertirmi.

Le vicende della buffa e impacciata Emma, la tipica ragazza della porta accanto in cui ognuna di noi può facilmente rispecchiarsi, mi hanno tenuta incollata alle pagine del libro fin dall’inizio: la vicenda si apre con le confessioni della protagonista a un perfetto sconosciuto durante un volo in aereo, ma, quando Emma scopre che il misterioso compagno di volo con cui ha condiviso i più intimi dettagli della sua vita, dal suo amore per lo sherry dolce al suo odio viscerale per il perizoma, è uno dei due fondatori dell’azienda per cui lavora, le cose cominciano a precipitare e, nel giro di pochi giorni, la sua vita non sarà più la stessa. Emma viene, così, travolta da una serie di cambiamenti importanti dal punto di vista sentimentale, familiare e professionale, ma può contare sull’aiuto di Lissy, la sua migliore amica e coinquilina. 

Tutto bene fino al punto in cui le coincidenze cominciano a diventare sempre più assurde e la possibilità di sognare una storia d’amore come quella tra Emma e Jack si fa via via più difficile anche per le più romantiche e fantasiose lettrici. Ma, preso atto della mancanza di simili occasioni nella vita reale, il romanzo scorre liscio fino a pochi capitoli dalla fine, quando, giunto finalmente il momento di chiudere il tutto in bellezza, la nostra Kinsella decide, invece, di tirarla per le lunghe posticipando il prevedibile happy ending con alcune trovate particolarmente fastidiose (almeno per quanto riguarda la sottoscritta).

Nonostante tutto, però, la penna della Kinsella non delude e si riconferma una delle autrici più simpatiche e talentuose del genere chick-lit con un romanzo che ci fa sognare, ma che ci invita anche a riflettere sulle relazioni cogli altri, sulla sincerità e sulla nostra capacità di far fronte alle nuove opportunità che la vita può offrirci. 

Recensioni

“Ci vediamo domani se non piove” di Joanne Bonny – Recensione

Ma dai, che sarà mai organizzare una mostra di un artista ucraino sconosciuto che ritrae solo animali spappolati? In fondo sei la direttrice della nuova galleria di arte contemporanea in Brera a Milano e questa mostra sarà solo… determinante! Non è facile addormentarsi quando i pensieri si scontrano e rimbalzano come tante palline di un flipper, e la testa di Sara sta letteralmente andando in tilt. E come se non bastasse l’ansia da inaugurazione, ci si è messa anche sua madre, che vuole trovarle un fidanzato… Proprio a lei, che sogna l’amore quello vero, romantico, con la A maiuscola, quello che capita una volta sola nella vita. Se e quando, però, non è dato saperlo… La sera dell’inaugurazione è arrivata e Sara non deve distrarsi se vuole che tutto vada per il verso giusto… ma chi è quel tipo che sta denigrando senza mezzi termini le opere esposte facendo ridere tutti? No, no, Sara, non è così che doveva andare…

“Ci vediamo domani se non piove” è il secondo romanzo di Joanne Bonny pubblicato dalla Newton Compton Editori, un romance in pena regola che vuole far sognare e recuperare fiducia nel destino. La nostra eroina è Sara, una spilungona bionda di trent’anni, una vera e propria valchiria, che crede ancora nell’amore vero e che sogna di poter vivere un giorno la stessa favola che ha visto protagonisti la sua incredibile nonna materna, Milly, ex stella del vaudeville, e il nonno Steve, suo inseparabile compagno di ballo. Durante una serata fuori con Renata, amica e collega, Sara incontra per caso Diego, il bello ma stronzo che, dopo due righe, sappiamo già essere l’indiscusso protagonista maschile della storia. 

Personalmente, da appassionata del genere chick-lit e della letteratura rosa in generale, devo ammettere con rammarico di non essere rimasta particolarmente colpita da questo libro. La narrazione è scorrevole, certamente è un romanzo che si può leggere senza grosse difficoltà anche la sera prima di andare a dormire, ma la trama è fin troppo scarna e scontata. I personaggi della storia, fatta eccezione per i due protagonisti, vengono presentati in modo superficiale, e, nonostante il passato della sua famiglia rivesta una grande importanza nella vita di Sara, troviamo pochissimi momenti di intimità e confronto tra la protagonista e la madre. Largo spazio è dedicato, invece, agli interminabili battibecchi tra i due piccioncini che, caso vuole, non si accorgono del loro amore reciproco fino a pochi capitoli dalla fine e dalle inutili elucubrazioni della protagonista che sembra voler spiegare a tutti i costi quello che il lettore ha già perfettamente capito grazie al resto della trama. Come se non bastasse, a un passo dal lieto fine, il brodo viene inutilmente allungato a causa dei tentennamenti di Sara che si appoggia all’unico ostacolo della storia, dal sapore sicuramente romantico, ma troppo debole per stare in piedi. 

Nota positiva è la presenza della danza, elemento determinante, che accompagnerà i protagonisti fino alla fine, ma i riferimenti al mondo dorato di Fred Astaire e Ginger Rogers, se all’inizio danno quel tocco vintage in più, a lungo andare iniziano a stufare. 

Ciliegina sulla torta, se da un lato troviamo un protagonista maschile forte, un Rhett Butler 2.0 in piena regola, scontato, ma ancora capace di far sognare, e che nel corso degli eventi ha una sua crescita e una sua evoluzione, dall’altro troviamo, invece, Sara, una donna testarda e dalla parlantina vivace, che, purtroppo, risulta antipatica dall’inizio alla fine, senza possibilità di redenzione, almeno per quanto mi riguarda.

In definitiva, “Ci vediamo domani se non piove”, è una commedia romantica messa nero su bianco, consigliata a chiunque abbia voglia di un po’ di romanticismo facile e dal gusto rétro, ma che sconsiglio vivamente a chi, come me, preferisce la verve e il tocco comico di autrici come Sophie Kinsella (“I love shopping”) e Chiara Moscardelli (“Volevo essere una gatta morta”).