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Quella maledetta crostatina all’albicocca

Quella maledetta crostatina all’albicocca.

Sapevo che non avrei dovuto mangiarla, eppure non ho saputo trattenermi. Così adesso me ne sto qua a poche ore dalla cena, con il peso sullo stomaco e il senso di colpa che avanza.

Capita a tutti, no? Non è poi così grave. Ci ripromettiamo di fare i bravi, di resistere, di non fare proprio quella cosa lì, ma alla fine cediamo. Come quando usciamo con quell’amica che non vedevamo da tempo e la prima cosa che facciamo è chiederle se abbia messo su peso. Come quando andiamo alla cena di Natale coi parenti e rubiamo il posto a capotavola per non doverci sorbire il resoconto dell’ultimo torneo di briscola del nonno. O come quando prendiamo appuntamento dal dentista per una pulizia e abbiamo i denti così sensibili che disdiciamo cinque minuti prima di andare. Per sei volte di fila. 

Insomma, diciamocelo, in certi momenti la nostra forza di volontà vacilla e noi ci ritroviamo a dover fare i conti con le conseguenze delle nostre azioni, anche se in principio eravamo animati dalle migliori intenzioni. Non è colpa nostra, siamo umani e non possiamo pretendere di essere sempre perfetti.

Farsi un piccolo sconto ogni tanto è del tutto normale, anzi, oserei dire che è salutare.

Basterà non colpevolizzarsi troppo e scovare quel barattolo di bicarbonato effervescente che è finito in fondo alla credenza.

Maledetta crostatina all’albicocca. 

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5 Motivi per amare San Valentino

14 Febbraio, il fatidico giorno è arrivato.

Che siamo single, felicemente accoppiati, o in una relazione complicata con il nostro frigorifero, ogni anno buona parte della popolazione trova il modo di esprimere al meglio il proprio odio anticonformista nei confronti della festa più consumistica del calendario. Me compresa.

Se siete stufi di mettere al bando rose, cuori, bigliettini romantici e maître chocolatier di fama mondiale per vestire i panni dell’opinionista di turno, ecco la lista che fa al caso vostro: trasgressiva, sexy e naturalmente.. dolce!

CINQUE BUONI, DELIZIOSI, CALORICI MOTIVI PER AMARE SAN VALENTINO:

1 – Cioccolato ovunque

2 – Cibo gratis da parte del fidanzato che ti regala la cena, da parte della mamma che ti rifila i cioccolatini che le ha preso papà, da parte dell’amica single che cucina una torta per sè e si sente in colpa a mangiarla tutta da sola, da parte dello sconosciuto che sbaglia indirizzo e consegna una cassapanca in legno massello ripiena di bignè al cioccolato a te invece che alla vicina..

3 – Fast Food deserti per un romantico tête-à-tête con la salsa barbecue sul divanetto più comodo della sala

4 – Confezioni di sushi scontate al 50% a partire dalle 23.00

5 – Cioccolato ovunque. Ops, già detto? Ok, dolci di pasta di cacao ad ogni angolo di strada

E adesso non ci resta che gettare via la corazza da duri, smettere di fare resistenza e dare finalmente inizio alle danze senza il minimo senso di colpa!

Del resto, come diceva Oscar Wilde: “L’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi”.

Coraggio, dunque! Le lasagne della nonna mi attendono.

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Voglio andare a Sanremo

Voglio andare a Sanremo.

Ma non lo sentite anche voi questo profumo di salsedine nell’aria? Il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli? L’umidità che ti arriccia i capelli tanto da farti sembrare appena uscita dalla doccia, ma non abbastanza da creare quell’effetto bagnato che andava tanto di moda negli anni Novanta

Ebbene lo ammetto, ogni volta che a febbraio spunta un raggio di sole, la mia mente si proietta automaticamente su una spiaggia e tutto quello a cui riesco a pensare sono le serate fuori cogli amici, le corse di notte in riva al mare e la stitichezza da vacanza. 

Sono nata a gennaio e sono letteralmente arrivata con la neve (un giorno vi racconterò esattamente com’è andata e non serve essere dei grandi investigatori per capire che ha che fare col mio nome), ma amo profondamente l’estate. Per me i mesi invernali sono solo una lenta agonia in attesa che torni la bella stagione, e appena superato il capodanno sono già pronta per le vacanze estive. Una volta ho proposto alla mia famiglia di festeggiare l’Epifania in giardino, in costume da bagno e con un pranzo a base di prosciutto e melone, ma la bronchite del nonno ha avuto la meglio e non se n’è fatto nulla. 

Ecco perché ho deciso che voglio andare anche io a Sanremo.

Non per il Festival.

Non per Amadeus.

Non per Beppe Vessicchio.

Per il mare. 

E smettetela di stare tutti quanti a criticare la tutina di Achille Lauro, probabilmente stava solamente tornando da una nuotata e non ha fatto in tempo a cambiarsi. Che sarà mai? 

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E adesso?

E adesso?

Beh, adesso si ricomincia.

La cosa più difficile e spaventosa dei nuovi inizi è capire ciò che si ha intenzione di fare e creare un piano efficace, ma io questa volta ho deciso di seguire l’istinto. Troppo spesso nella vita mi sono lasciata traviare da “quello che andava fatto” e da “ciò che era giusto” e ogni volta dove sono finita? In lacrime sul divano di casa mia, sommersa da una montagna di fazzolettini di carta bucati e umidicci (quando capiranno che quattro veli NON bastano?!). Intendiamoci, non voglio rimangiarmi quello che ho detto, amo il dramma, ma c’è una piccola differenza tra “avere bisogno di emozioni forti” e “avere due borse sotto agli occhi così profonde da poterci infilare la spesa settimanale di una famiglia di otto persone. Per due mesi.” 

Non lasciatevi ingannare, quello che dice la gente non è sempre giusto. Così come quello che voi dite a voi stessi non è giusto, ma spesso è solamente l’eco di quello che la gente dice. Ecco perché non dovremmo lasciare che la società e il sentire comune insozzino il nostro dialogo interiore con le loro credenze e i loro falsi miti. Ma avremo tempo per discutere anche di questo.

E così eccomi qui, pronta a parlarvi di tutto ciò che mi passerà per la mente lasciandomi guidare dalla pancia, solo e soltanto da quella, sia che si tratti di argomenti felici, leggeri, divertenti e spensierati, sia che si tratti di temi tristi, pesanti e più o meno impegnativi. Se deciderò di scrivere appena prima di pranzo, poco male, vorrà dire che parleremo di pizza e patatine fritte. Ma per non ripetere il celebre episodio di Fantozzi con “La corazzata Potemkin” basterà evitare di mettersi davanti al pc poco dopo una colazione a base di doppio cappuccino al latte di soia e brioche ai cinque cereali, dico bene?

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Oh no, ci risiamo.

Oh no, ci risiamo.

Vi do ufficialmente il benvenuto sul mio primo blog!

Secondo. 

E va bene, terzo. 

Due anni fa si è concluso l’eterno tira e molla tra me e il mio ex fidanzato e così anche la mia prima ed entusiasmante avventura di blogger (collaboravamo al progetto: io scrivevo, lui si dilettava con la fotografia.)

Prima di tutto va detto che ciò che mi contraddistingue da sempre sono la passione per la scrittura e una spiccata tendenza a drammatizzare in qualsiasi situazione. Ora, dovete sapere che quel rammollito del mio ex non mi ha nemmeno dato la soddisfazione di chiudere una storia di otto anni con la scenata che avevo sempre sognato, magari nel parcheggio sotto casa, di notte, coi vicini che incitano alla rissa e il mio migliore amico che mi accoglie in lacrime tra le sue braccia chiedendomi di sposarlo ora che sono finalmente libera. Così ho deciso di soddisfare il mio bisogno di dramma cancellando il mio vecchio dominio con un semplice clic, un po’ come ha fatto lui quando ha inviato il messaggio in cui mi diceva che tra noi era finita. Un gesto tanto innocuo da passare inosservato ai più, quanto devastante per la mia autostima al punto da scatenare una crisi esistenziale e una dipendenza da dolcetti al cocco dell’Ikea, gli unici dessert senza lattosio capaci di colmare il vuoto lasciato dalla cosa più preziosa che avessi: il mio blog. (No, non il mio ex. Lui non ha mai accettato la mia relazione con il foglio di carta; la definiva una cosa sporca. Maledetto inchiostro che non viene via dalle mani neanche dopo trenta lavaggi). 

Ed ora eccoci qua, a pochi anni di distanza, a zompettare con i polpastrelli sulla tastiera del pc cercando di non farmi sentire dalla parte più timorosa di me. Da quella prima esperienza di blogger e dai successivi tentativi ho imparato molto e adesso sono pronta a buttarmi. Non voglio più starmene buona e zitta in un angolino senza farmi sentire da nessuno vivendo nel terrore di commettere gli stessi errori di un tempo.

Voglio farne di nuovi.